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APPROFONDIMENTI

Cassazione: Minacciare di rivelare la relazione extraconiugale in cambio di soldi è estorsione

Sentenza Corte di Cassazione sez. penale n° 9750/2020

IL FATTO

L’imputata era stata accusata di aver minacciato l’ex amante di rivelare ai familiari di quest’ultimo, la relazione extraconiugale che i due avevano avuto in passato e lo aveva costretto a consegnarle prima la somma di Euro 1.000,00 e poi di Euro 5.000,00.

Sia il Tribunale che la Corte d’appello di Bologna avevano condannato l’imputata, ritenendo che sussistessero gli estremi del reato di estorsione.

Nel corso del giudizio di primo grado, l’imputata aveva ammesso di aver minacciato l'uomo dicendogli che sarebbe andata a casa sua ad informare la moglie del loro rapporto ultradecennale se non avesse ottenuto il resto del denaro che l'uomo dapprima le aveva promesso ma che poi le aveva dato solo in parte. La donna aveva, infatti, affermato che il denaro le spettava di diritto, se non quale contropartita per una dolorosa e problematica interruzione di gravidanza, quantomeno perché le era stato promesso.

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n° 9750/2020, nel respingere il ricorso presentato dalla difesa ha confermato quanto già sentenziato dai Giudici dei gradi precedenti, escludendo che esistesse una pretesa tutelabile per le richieste di denaro dell’imputata.

 

LA NORMATIVA

Il reato di estorsione è disciplinato dall’art. 629 del codice penale, il quale sanziona la condotta di “Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”.

Si tratta di un reato comune (può essere commesso da chiunque) che richiede il dolo generico consistente nella coscienza e volontà di costringere taluno a fare o omettere qualcosa, tramite l’uso di violenza o minaccia.

Il reato è considerato plurioffensivo in quanto la norma tutela il soggetto passivo sia per quanto riguarda la sfera patrimoniale che per quanto attiene la fondamentale libertà individuale all'autodeterminazione e all'integrità fisica.

Il soggetto attivo deve essere consapevole di agire illegittimamente, se attuasse la condotta nella convinzione che il profitto fosse a lui dovuto, non sussisterebbe il reato di estorisione come destritto ed eventualmente l’azione potrebbe ricadere nella diversa fattispecie dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Nel caso di specie l’imputata, mediante la minaccia di rivelare la relazione extraconiugale alla moglie e ai familiari, aveva costretto l’uomo a consegnarle somme di denaro, ottenendo pertanto un ingiusto profitto a danno della persona offesa.

 

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#penale , Reati contro il patrimonio

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