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Illegittima la confisca del veicolo in caso di esito positivo della messa alla prova

Con la messa alla prova non può essere disposta la confisca del veicolo

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 224-ter, comma 6, del Nuovo codice della strada, nella parte in cui prevede che il Prefetto verifichi la sussistenza delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, anziché disporne la restituzione all’avente diritto, in caso di estinzione del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool per esito positivo della messa alla prova (Sentenza n° 75/2020)

La sentenza pone a confronto l’istituto della messa alla prova - nel caso specifico del reato di guida in stato di ebrezza – e il comma 9 bis dell’art. 186 del Codice della Strada il quale prevede che la pena detentiva e pecuniaria per la guida in stato di ebbrezza possa essere sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità.

Cassazione: Le offese in videochat non sono reato

Per la Cassazione l’offesa tramite videochat non configura il reato di diffamazione ma l’ingiuria aggravata depenalizzata dal 2016

Il caso:

L’imputato era stato condannato dalla Corte d’appello di Milano per il reato di cui all’art. 595 c.p. (diffamazione) per aver offeso un altro soggetto, pubblicando commenti e giudizi lesivi della sua reputazione su facebook, comunicando in videochat alla presenza di altre persone invitate nella chat vocale.

Ricorreva il difensore dell’imputato, deducendo che erroneamente era stato ritenuto sussistente il reato di diffamazione anziché la fattispecie dell’ingiuria, depenalizzata con il D.Lgs. n. 7/2016.

 

Cassazione: Minacciare di rivelare la relazione extraconiugale in cambio di soldi è estorsione

Sentenza Corte di Cassazione sez. penale n° 9750/2020

IL FATTO

L’imputata era stata accusata di aver minacciato l’ex amante di rivelare ai familiari di quest’ultimo, la relazione extraconiugale che i due avevano avuto in passato e lo aveva costretto a consegnarle prima la somma di Euro 1.000,00 e poi di Euro 5.000,00.

Sia il Tribunale che la Corte d’appello di Bologna avevano condannato l’imputata, ritenendo che sussistessero gli estremi del reato di estorsione.

Falsa fatturazione, in cosa consiste?

La falsa fatturazione: così e come può essere sanzionata

La falsa fatturazione trova la sua disciplina nel Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e sanziona le condotte di chi emette fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di chi ne fa utilizzo al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto.

Decreto penale di condanna, cos'è e come opporsi

Ti è stato notificato un decreto penale di condanna ma non sai cosa significhi e quali siano le conseguenze. Continua a leggere e te lo spiegherò in questa breve guida.

Cosa fa l'avvocato d'ufficio?

Ti è stato notificato un atto con la comunicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia e con l'avvertimento che, in mancanza, sarai assistito dal difensore nominato d'ufficio.

Chi è il difensore d'ufficio e cosa significa? 

Tutti abbiamo ben presente i film e i telefilm americani in cui i poliziotti declamano i diritti all’arrestato, pronunciando la frase “ha diritto ad avere un avvocato; se non può permettersi un avvocato le sarà assegnato uno d’ufficio”. 

Questa frase della procedura d’arresto, unita all’immagine del difensore d’ufficio da film americano quale un avvocato dipendente dello Stato, sottopagato e spesso dipinto come un soggetto meno competente rispetto al grande difensore dello studio legale, ha avuto come conseguenza che molte persone credano che in Italia funzioni allo stesso modo.

Niente di più sbagliato.

La Responsabilità Penale nel Caso delle Fatture per Operazioni inesistenti: Un'analisi Giuridica

Per la disciplina generale si rimanda al precedente approfondimento: Falsa fatturazione, in cosa consiste?

Falsa fatturazione - due casi risolti

Il mondo delle fatturazioni e dei tributi è complesso e spesso soggetto a interpretazioni controverse. Un aspetto fondamentale del procedimento penale, però, è che non può basarsi su mere supposizioni riguardo alla responsabilità penale dell’imputato. È necessario che esistano dati di fatto certi e indizi gravi, precisi e concordanti per procedere. In questo contesto, la questione delle fatture per operazioni inesistenti è di particolare rilevanza, specialmente quando si parla di possibili intenti fraudolenti.

Molti casi di rinvio a giudizio si basano su indizi che, seppur significativi, non sono sempre sufficienti per dimostrare un reato. In particolare, un elemento che spesso emerge in questi procedimenti è il fatto che il soggetto emittente della fattura sia "sconosciuto al fisco" o presenti irregolarità fiscali tali da far sospettare un accordo illecito tra le parti coinvolte. Tuttavia, come vedremo in questo approfondimento, la semplice omissione delle dichiarazioni fiscali o dei versamenti da parte dell'emittente non costituisce di per sé una prova dell'inesistenza delle operazioni.

Mi hanno truffato online cosa devo fare?

Truffa, phishing e tutto quello che c’è da sapere per evitare di essere vittima di raggiri informatici

Se stai leggendo questo contributo molto probabilmente o sei già stato vittima di una truffa o vuoi evitare di esserlo.

Internet ha modificato negli anni il nostro comportamento abituale, permettendo non solo di avere una vasta quantità di informazioni sempre a nostra dispozione ma anche di utilizzare alcuni utili strumenti per semplificarci la vita. Tra questi vi è la possibilità di fare acquisti online, operare sul conto corrente comodamente da casa, ricevere e-mail da tutto il Mondo. Purtroppo il virtuale ha aperto anche la strada a nuovi tipi di reato o, in questo caso, nuovi tipi di condotte "truffaldine" volte a raggirare l'ignaro internauta.

Più fatti di bancarotta. Reato continuato o aggravante ex art. 219 Legge fallimentare?

L’articolo 219 della Legge Fallimentare: Un’analisi approfondita delle aggravanti nel caso di bancarotta

Nel mondo del diritto penale, l’articolo 219 della Legge Fallimentare gioca un ruolo cruciale nell’individuare le modalità di inasprimento delle pene per i reati di bancarotta. È importante comprendere come e quando tale aggravante si applica, specialmente quando si tratta di una molteplicità di violazioni da parte di un medesimo soggetto.

Stupefacenti: non è onere dell'imputato dare la prova dell'uso personale

Il fine dello spaccio deve essere dimostrato dall'accusa

Per principio ormai consolidato della Suprema Corte di Cassazione (da ultimo Cassazione penale sez. VI, 18/09/2020, n.26738) ai fini della configurabilità del reato di illecita detenzione di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, la destinazione all'uso personale della sostanza stupefacente non ha natura giuridica di causa di non punibilità e non è onere dell'imputato darne la prova, gravando invece sulla pubblica accusa l'onere di dimostrare la destinazione allo spaccio.

Quando l'inadempimento contrattuale diventa reato?

Cosa succede quando in un rapporto contrattuale (vendita, somministrazione, locazione, mandato...) una delle due parti non adempie alle proprie prestazioni?

 

Sul piano civilistico, nell’ambito di un semplice negozio giuridico tra le parti, quando uno dei soggetti non esegue quanto previsto dal contratto significa che tale soggetto è stato inadempiente rispetto alla prestazione a lui richiesta.

A tale inadempimento potranno seguire una serie di attività dell’altra parte volte o a ottenere l’adempimento o il risarcimento del danno (ad esempio: lettere di messa in mora, mediazione, citazione in giudizio...).

 

L’inadempimento però, in alcuni casi, può avere una valenza anche penale:

TRUFFA CONTRATTUALE

APPROPRIAZIONE INDEBITA

INSOLVENZA FRAUDOLENTA

Contratto di associazione in partecipazione e appropriazione indebita

L'appropriazione indebita nel contesto dell'associazione in partecipazione

Sei mai stato coinvolto in un contratto di associazione in partecipazione o hai sentito parlare di problematiche legate all'appropriazione indebita? Questo articolo affronta un caso giuridico interessante che riguarda proprio questi concetti. L'obiettivo è chiarire alcuni aspetti legali legati all'appropriazione indebita, esplorando il rapporto con i contratti di associazione in partecipazione, un tema che potrebbe sembrare complesso ma che merita una riflessione approfondita. Andremo ad analizzare, infatti, come la legge considera il comportamento delle parti coinvolte in tali contratti, e se ci sono effettivamente implicazioni penali quando il denaro viene usato per scopi diversi da quelli previsti.

Prelievo somme quale restituzione versamenti operati dai soci: bancarotta per distrazione o preferenziale?

Come socio puoi prelevare somme dalla società in restituzione?

 

Se ti stai chiedendo se il prelievo di somme da parte dei soci, come restituzione di versamenti, possa configurare un reato fallimentare, la risposta dipende dalla natura dei versamenti stessi. È importante capire la differenza tra le diverse tipologie di versamenti operati dai soci, in quanto il loro trattamento giuridico cambia a seconda del caso. Vediamo insieme cosa cambia a seconda che si tratti di versamenti in conto capitale o di un mutuo.

In tema di reati fallimentari, mentre il prelievo di somme a titolo di restituzione di versamenti operati dai soci in conto capitale (o indicati con analoga dizione) integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione, non dando luogo tali versamenti ad un credito esigibile nel corso della vita della società; viceversa, il prelievo di somme quale restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la fattispecie di bancarotta preferenziale. (Cassazione penale sez. V, 21/06/2021, n.32930 – in precedenza ad es. 13062/2021, 14908/2008).

L’orientamento sopra riportato chiarisce come nell’ambito dei reati della crisi d’impresa vi sia una importante differenza tra la restituzione a favore dei soci di versamenti in conto capitale (o più in generale di “conferimenti”) e la restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo.

Gli screenshot possono essere utilizzati nel processo penale?

L'evoluzione digitale e il suo impatto sull'Ordinamento Giudiziario

L’evoluzione digitale ha comportato notevoli cambiamenti rendendo necessario un adeguamento anche da parte del nostro Ordinamento giudiziario.

Uno dei tanti nuovi “strumenti” digitali che ha fatto ingresso nelle aule di Giustizia è lo screenshot, ossia la realizzazione di una fotografia di quanto viene visualizzato sullo schermo di un cellulare o di un computer.

Ma come viene considerato lo screenshot in Tribunale? È pienamente utilizzabile e, se sì, in quali termini? Può essere paragonato a un documento o a un’intercettazione?