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APPROFONDIMENTI

Prelievo somme quale restituzione versamenti operati dai soci: bancarotta per distrazione o preferenziale?

Come socio puoi prelevare somme dalla società in restituzione?

 

Se ti stai chiedendo se il prelievo di somme da parte dei soci, come restituzione di versamenti, possa configurare un reato fallimentare, la risposta dipende dalla natura dei versamenti stessi. È importante capire la differenza tra le diverse tipologie di versamenti operati dai soci, in quanto il loro trattamento giuridico cambia a seconda del caso. Vediamo insieme cosa cambia a seconda che si tratti di versamenti in conto capitale o di un mutuo.

In tema di reati fallimentari, mentre il prelievo di somme a titolo di restituzione di versamenti operati dai soci in conto capitale (o indicati con analoga dizione) integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione, non dando luogo tali versamenti ad un credito esigibile nel corso della vita della società; viceversa, il prelievo di somme quale restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la fattispecie di bancarotta preferenziale. (Cassazione penale sez. V, 21/06/2021, n.32930 – in precedenza ad es. 13062/2021, 14908/2008).

L’orientamento sopra riportato chiarisce come nell’ambito dei reati della crisi d’impresa vi sia una importante differenza tra la restituzione a favore dei soci di versamenti in conto capitale (o più in generale di “conferimenti”) e la restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo.

La differenza tra conferimenti e mutui

Quando parliamo di conferimenti in conto capitale (o di altre tipologie simili di versamenti, come quelli a fondo perduto), dobbiamo capire che questi servono per incrementare permanentemente il patrimonio netto della società, senza aumentare il capitale sociale. In altre parole, i conferimenti sono somme che i soci mettono a disposizione della società senza poterle richiedere indietro finché la società non si scioglie. Questi versamenti sono quindi “postergati” rispetto ai crediti degli altri soci e creditori.

I mutui invece, rappresentano un prestito che la società riceve dai soci (con o senza interessi). A differenza dei conferimenti, i versamenti a titolo di mutuo danno al socio il diritto di ottenere il rimborso di quanto versato anche prima che la società venga sciolta, in quanto costituiscono un debito della società, alla pari degli altri creditori sociali.

 

Cosa succede in caso di crisi della società?

Se la società entra in crisi, le cose cambiano. Se un socio preleva somme dalla società durante un periodo di insolvenza, le implicazioni legali possono variare a seconda che si tratti di conferimenti o di mutui.

Conferimenti in conto capitale o a fondo perduto

Poiché i conferimenti sono subordinati agli altri creditori, un socio che preleva somme a titolo di restituzione di questi conferimenti durante la crisi della società rischia di rispondere di *bancarotta fraudolenta per distrazione*. Questo accade perché il socio ha “distratto” i beni societari, danneggiando gli altri creditori. Ai sensi dell'art. 322, comma 1, lett. a) del Codice della crisi d’impresa (precedente art. 216 della legge fallimentare), l'imprenditore che commette questo reato può essere punito con una pena da 3 a 10 anni di reclusione, nel caso in cui distragga, occultando o dissipando i beni della società.

Versamenti a titolo di mutuo

Se, invece, si tratta di versamenti effettuati dai soci come prestito (mutuo), la situazione cambia. In questo caso, la restituzione di somme effettuata durante la crisi della società può configurare la bancarotta fraudolenta preferenziale.

Questo tipo di reato prevede la “preferenza” di alcuni creditori rispetto ad altri nel pagamento dei debiti; il socio che ottenga la restituzione delle somme versate a titolo di mutuo in un momento di insolvenza della società si garantisce di essere soddisfatto prima degli altri creditori, violando la “par condicium creditorium”. L'art. 322, comma 3, del Codice della crisi d’impresa (che riproduce l’art. 216, comma 3, della legge fallimentare) punisce l’imprenditore che, a scopo di favorire alcuni creditori, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione, con una pena da 1 a 5 anni di reclusione.

La norma che riguarda la bancarotta fraudolenta preferenziale ha lo scopo di tutelare la “par condicio creditorium”, ossia il principio secondo cui tutti i creditori devono essere trattati in modo equo durante una procedura di fallimento. Questo significa che non si possono favorire alcuni creditori a discapito di altri, e che le somme devono essere distribuite secondo l’ordine di priorità stabilito dalla legge.

 

Cosa dovresti fare?

Se sei un socio di una società che sta affrontando difficoltà finanziarie, è fondamentale che tu comprenda le implicazioni legali di ogni tipo di versamento effettuato. Se hai effettuato un conferimento, ricordati che non potrai richiedere il rimborso fino allo scioglimento della società, e i prelievi anticipati potrebbero essere considerati un reato di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Se invece hai prestato dei soldi alla società sotto forma di mutuo, ricorda che, se la società entra in crisi, il rimborso del mutuo deve essere trattato come un debito sociale, e il pagamento preferenziale a tuo favore potrebbe configurare una bancarotta fraudolenta preferenziale.

La cosa migliore che puoi fare, in entrambi i casi, è agire con trasparenza, seguire la legge e consultare un esperto legale per evitare rischi di sanzioni penali.

Con questa guida, spero di aver chiarito le differenze tra i vari tipi di versamenti e le relative implicazioni legali in caso di crisi aziendale. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o hai domande specifiche, non esitare a chiedere!

 

I contenuti di questa pagina, pubblicati ai soli fini divulgativi e informativi, si riferiscono a fattispecie di carattere generale e astratto e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista. Per ottenere un parere legale è possibile fissare un appuntamento presso lo Studio legale dell'avv. Lubich a Trieste. Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle informazioni contenute nella pagina.

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