Il ruolo dell’avvocato penalista nei casi mediatici: perché attaccarlo mina la giustizia
Quando il Paese si commuove, l’avvocato viene attaccato: perché è un errore che mina lo Stato di diritto
Ogni volta che un fatto di cronaca colpisce il Paese – un delitto efferato, una tragedia improvvisa, un’indagine che scuote le coscienze – l’emotività collettiva cresce, si polarizza e spesso sfocia in una ricerca immediata di responsabilità e colpevoli. In questo clima, troppo di frequente, anche l’avvocato che difende l’indagato o l’imputato diventa bersaglio di insulti, insinuazioni e accuse infondate.
Un meccanismo emotivo profondamente ingiusto. E soprattutto pericoloso.
Difendere un indagato non significa difendere il reato. Significa difendere i principi che permettono alla nostra società di essere uno Stato di diritto. Ed è proprio nei momenti in cui la tensione emotiva è più alta che questi principi vanno ricordati con maggior forza.